domenica 9 ottobre 2016

Dayshell - Nexus (2016)


Dell'omonimo primo album dei Dayshell, pubblicato dalla Sumerian Records nel 2013, ricordavo poco o nulla e, non avendomi particolarmente colpito, era stato derubricato tra le uscite secondarie anche questo Nexus. Nei tre anni trascorsi la band formata da Shayley Bourget, ex bassista fuoriuscito dal gruppo metalcore Of Mice and Men, è passata attraverso qualche peripezia come l'abbandono del batterista Raul Martinez e del chitarrista Tyler Shippy, oltre che aver cambiato casa discografica (ora è la Spinefarm Records). Dopo aver sostituito Martinez con Zack Backer il gruppo ha continuato come trio, supportando dal vivo i concerti di Dance Gavin Dance, Strawberry Girls e A Lot Like Birds. Insomma, dopo essersi ben inseriti nella scena post hardcore d'oltreoceano, con il secondo lavoro mi hanno sorpreso per un distintivo salto di qualità. Come accadeva nell'esordio, Nexus si mantiene in bilico tra metal e post hardcore, ma con una realizzazione che incentiva dei riff che potrebbero cavalcare senza alcun problema le onde del djent e, in più, una particolare attenzione all'orecchiabilità dei chorus (si veda per questo Spit in the Face e la sorprendente - per versatilità - Terrified).

La prestazione vocale di Bourget mi pare molto maturata e sa ben alternare il cantato melodico con lo scream, passando tra le due fasi in modo repentino e senza mai risultare ostentato, come accade nel potente singolo d'apertura Car Sick. Una cosa che avvicina Nexus a territori di confine tra generi è anche la presenza più prominente di synth e tastiere prog che, se da una parte donano alla produzione un sapore da new wave anni '80 nella stessa vena dei The Panic Division (Improvise, FTNW, Rush Hour), dall'altra l'abbinamento del suono basso e distorto della chitarra va quasi a lambire il metal spaziale di Devin Townsend (Master of Making, Digital Sand). Per contro, un elemento che può penalizzare Nexus è la fin troppo evidente omogeneità tra i brani che, comunque, rimangono uno degli esempi più felici di interazione tra ambienti limitrofi come post hardcore, post metal e djent che raramente si trovano ben amalgamati come in questo caso.  




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